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4…3…2…1… Partenza! Saliamo a bordo di una navicella spaziale supertecnologica e lanciamoci in un viaggio nello spazio tra stelle, galassie e incontri con creature di altri pianeti!
Tappa 01
PF 9
02.16
Tappa 02
BTTF 11
04.48
Tappa 03
D 5
07.45
Tappa 04
Corridoio Celeste 5
10.28
Tappa 05
Corridoio Celeste 4
13.11
Tappa 01
PF 9
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Tappa 02
BTTF 11
04.48
Tappa 03
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Tappa 04
Corridoio Celeste 5
10.28
Tappa 05
Corridoio Celeste 4
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Benvenuti e benvenute ad Artissima! State ascoltando l’audio numero 6 dal titolo “Viaggi interstellari” e state per esplorare una fiera di arte contemporanea seguendo il percorso progettato per voi da Elena Patrignani. “Una fiera d’arte? E che cosa sarebbe?” sono certa che vi state chiedendo. Una fiera d’arte è un luogo molto grande dove si riuniscono per alcuni giorni gallerie d’arte da tutto il mondo per mostrare e vendere opere d’arte. Le gallerie d’arte sono, insomma, dei negozi speciali dove appassionati e collezionisti comprano opere. Qui dentro ci sono migliaia di opere d’arte, decine di gallerie, centinaia di artisti e artiste, tanti collezionisti e un sacco di visitatori come voi: questo luogo è come un’enorme galassia, ma che dico, un enorme universo d’arte, che voi esplorerete come astronauti curiosi in un incredibile viaggio interstellare. E allora infiliamo la tuta spaziale, indossiamo il casco e allacciamo le cinture! Si decol…Oh che sbadata, eh certo, si decolla, ma dove andiamo? Scusatemi, quando si parte ci si dimentica sempre qualcosa e qui ci scordavamo un oggetto fondamentale: la mappa! Allora prendetene una e cercate la galleria Rose Easton al numero 9 del corridoio nero. Mettete in pausa l’audio e schiacciate play una volta arrivati, io vi aspetto! Ten, nine, eight, seven… BFFFFFFTtttt…
Ecco riprese le comunicazioni, mi sentite? Come procede lassù nello spazio? La prima tappa del vostro viaggio è la galleria Rose Easton: cos’è esposto in questa galleria? Da astronauti quali siete osservate scientificamente ciò che avete davanti agli occhi…c’è una grossa struttura bianca con un piano orizzontale e uno verticale e a questo sono attaccati delle specie di palloncini o air bag colorati che piaaaano piano si gonfiano, e piaaaano piano si sgonfiano. E poi al centro c’è un air bag più grosso. Si muove? È gonfio o sgonfio? Forse in questo momento è tristemente molle, o forse invece è pieno d’aria, grande grande lì nel mezzo. Vi sembrerà strano, ma questa è una specie di grossa scultura dell’artista australiano Louis Morlae. “Ma le sculture non si muovono!”, direte voi. Le sculture di una volta non si muovevano, quelle che erano pensate per essere messe su un piedistallo e ammirate da tutti, ma le opere d’arte degli artisti di oggi hanno sempre qualcosa di inaspettato. Louis Morlae definisce le sue sculture “sculture robotiche” perché si muovono e funzionano come robot. Pensate che quest’opera ha anche un nome da robot: si chiama SFB2! E a proposito di cose inaspettate: quando questi palloncini sono gonfi emettono un suono, un suono fastidioso, come uno stridore di strumenti o uno sfregare di metalli. Possiamo immaginare che SFB2 faccia parte dello shuttle sul quale state viaggiando: e allora una strumentazione del genere cosa potrebbe servire sul vostro mezzo di trasporto? E perché fa questo suono tremendo a ritmi regolari? Sembra quasi qualcosa che respira… È forse uno strano organismo vivente che abita la vostra astronave? Che ruolo e che scopo avrebbe, allora? Mentre fantasticate e inventate ipotesi spaziali rimettete in moto, vi aspetta la seconda tappa: ci vediamo alla galleria Import Export al numero 11 del corridoio lilla nella sezione Back to the future. Mettete in pausa l’audio e riattivatelo una volta arrivati.
Eccovi giunti alla seconda tappa del vostro viaggio galattico: atterrate nella galleria chiamata Import Export. Dall’oblò della vostra navicella potete osservare strane creature spaziali: sono personaggi suuuuuper sottili, fatti solo con una linea, sembra che non abbiano corpo e siano leggerissimi. Ci sono delle figure che paiono nuotare in cielo con grazia, ci sono personaggi senza braccia, con gambe cortissime e teste enormi. Ci sono qua e là un occhio, una mano staccati dal corpo. C’è poi una figura senza naso e senza bocca con un corpo tutto strano: sembra che al posto della pancia abbia due facce di profilo, una che guarda a destra e l’altra che guarda a sinistra; e questo personaggio è a cavalcioni su un altro, che sembra a sua volta trasportarlo come fosse un tappeto volante. Certo che in questo universo d’arte contemporanea si incontrano creature ben strane! Pensate che queste sono state realizzate da un’artista che si chiamava Franciszka Themerson. Franciszka iniziò a disegnare prima ancora che a camminare: “E’ nata con la matita in mano”, dicevano tutti, e da bambina si divertiva a dipingere cavalli blu sulla tovaglia buona del salotto, per la disperazione di chi poi doveva cercare di smacchiarla! Questi fantastici personaggi erano spesso realizzati con un tratto solo, senza mai alzare la mano dal foglio, ma non sono mica gli unici! Avete notato che Themerson li rappresentava non solo coi disegni, ma anche con la pittura? Già perché lei era pittrice, disegnatrice (realizzò anche un sacco di libri per bambini), creò maschere e costumi per il teatro, costruì marionette e burattini e con suo marito immaginò anche film molto bizzarri. Avvicinatevi allo schermo che mostra il film “The eye and the ear”, che tradotto dall’inglese significa “L’occhio e l’orecchio”. L’avete trovato? Cosa c’è in questo film? Si vedono forme luminose bianche che si muovono a ritmo di musica. Sembrano immagini magiche che appaiono nel buio dello spazio: c’è addirittura un momento in cui si vedono stelle e galassie… È forse il suono che si sente nell’universo? O magari il modo di fare musica degli alieni? Oppure sono le stelle che si illuminano e pulsando di luce emettono suoni meravigliosi… Chiudete un attimo gli occhi, immaginate di fluttuare nello spazio buio e ascoltate la voce delle stelle. Poi quando volete riprendete il viaggio, ci aspetta la terza tappa alla galleri a Alzueta al numero 5 della sezione Disegni, proprio al centro della fiera. Mettete in pausa l’audio e schiacciate di nuovo play quando siete arrivati.
State ormai diventando cosmonauti esperti, avrete un sacco di cose da appuntarvi sul vostro taccuino di viaggio una volta tornati a Terra! E in questa tappa quale sarà la vostra scoperta? Come al solito guardatevi intorno con attenzione: ci sono tanti quadri appesi alle pareti, alcuni grandi, altri più piccoli, ci sono addirittura le pareti stesse che sono dipinte. Sembrerebbe quasi di essere entrati in un salotto... ma visto che siamo nello spazio, deve trattarsi sicuramente di un salotto alieno! Cosa si vede in questi disegni? Colori innanzitutto! Quali colori? Ce n’è qualcuno più presente rispetto agli altri? E poi? Oltre ai colori? Ci sono delle forme! Questi disegni mostrano scene complesse piene di dettagli? Sono disegni simili alla realtà o al contrario contengono forme semplici? Ciò che si vede in questi disegni è sicuramente ASTRATTO: si vedono solo colori e forme e sembra che con la realtà non c’entrino nulla. Questi lavori sono di un’artista che si chiama Sabine Finkenauer e a Sabine piacciono le cose semplici. Infatti prende spunto da ciò che vede intorno a sé - piante, vestiti, montagne, mobili… - e disegnando semplifica così tanto da non farci più riconoscere l’oggetto da cui è partita! Non vediamo più un divano, ma una forma, non vediamo più un fiore, ma una forma, non vediamo più niente se non delle forme… e i suoi disegni diventano la ripetizione di tante forme simili, di colori e dimensioni diverse. L’artista ha quaderni interi riempiti di forme coloratissime fitte fitte, come se prendesse appunti di ciò che vede semplificando sempre tutto. Sabine ha anche progettato dei tappeti, delle tovaglie e delle stoviglie per la casa con le sue fantasie geometriche colorate. Ma allora possiamo davvero immaginare che lo stand dove vi trovate sia la casa di una famiglia aliena… di che tipo di mobili hanno bisogno gli extraterrestri? Si siedono sulle poltrone come noi? Come apparecchiano la tavola? Quanti manici hanno le loro tazze? Provate a diventare architetti di case su altri pianeti e dopo aver immaginato un bel progetto raggiungetemi alla galleria Ncontemporary al numero 5 del corridoio celeste. Schiacciate pausa e poi di nuovo play quando sarete a destinazione.
Vi ricordate quando all’inizio di questo viaggio stavamo partendo dimenticando la mappa? Chi è che disegna le mappe? Non esistono mica biblioteche di mappe di qualsiasi posto: i luoghi inesplorati non ce le hanno le mappe, sono gli esploratori e le esploratrici, coloro che per primi scoprono, perlustrano e indagano un luogo che lo disegnano per la prima volta. Così chi arriva dopo ha già un’idea più precisa di dove andrà e di cosa vedrà. In questa galleria ci sono delle mappe… della Luna! Proprio così! Le avete viste? Ce n’è una grande e rettangolare e una più piccola, tonda, come la Luna appunto. Avvicinatevi attentamente… immagino il vostro stupore nel vedere la Luna non bianca e grigia com’è effettivamente, ma coloratissima – c’è del verde, del lilla, un po’ di blu, del viola, ma soprattutto tantissimo rosso! – Come mai? Dev’esserci per forza un significato! Secondo voi a che cosa potrebbero corrispondere questi colori? Provate a discuterne un momento tra voi e a fare delle ipotesi… … La ragione di tutti questi colori nella rappresentazione della bianchissima Luna è questa: non sempre le carte e le mappe hanno l’obiettivo di mostrarci solo montagne, valli, laghi, fiumi…, a volte ci raccontano qualcosa in più, per esempio i diversi materiali che si trovano in un luogo. È proprio questo il caso: ogni colore corrisponde a un materiale diverso di cui è fatto il terreno della Luna, il rosso, per esempio è lava perchè anche lassù c’erano vulcani. Queste cartine bellissime le ha fatte un artista che si chiama Santiago Reyes Villaveces che si è ispirato alle cartine create dagli astronauti veri. Ha anche realizzato un disegno e un dipinto di Marte e delle sue montagne… Santiago in questo caso fa un po’ come facevano i pittori del passato: dipinge dei paesaggi, ma invece che paesaggi terrestri dipinge quelli di altri pianeti, andandosi a documentare su come sono fatti. Ora decolliamo anche dalla Luna e da Marte, salutiamo Santiago e le sue mappe e ci dirigiamo verso l’ultima tappa di questo viaggio, la galleria COB al numero 4 del corridoio celeste, proprio qui di fronte. Come sempre, per l’ultima volta, interrompete la registrazione e schiacciate play una volta arrivati a destinazione.
Spegnete i motori della vostra astronave e osservate in silenzio la meraviglia che avete davanti: un’incredibile galassia argentata, che si muove piano ruotando lentamente. Brilla alla luce ed è costellata da piccoli pianeti e asteroidi che sembrano perle. Questa è un’opera d’arte realizzata dall’artista Elli Antoniou. Elli è appassionata di fantascienza e astrofisica, cioè la scienza che studia le stelle e lo spazio, e spesso prende spunto da questi due mondi per creare le sue opere. E così Elli immagina l’universo tra miliardi di anni e fantastica di esplosioni stellari e incontri di galassie. Se vi guardate intorno infatti, sulle pareti vedrete dei piccoli quadretti: è come se mostrassero le tracce dei detriti spaziali schizzati ovunque. Il lavoro dell’artista non è affatto semplice: lei lavora con il metallo e usa degli strumenti speciali che servono a inciderlo e far sì che la luce venga riflessa in tutte le direzioni; ecco perché le sue sculture sono così brillanti e luminose. Elli infatti le immagina in grandi stanze semibuie così da luccicare come stelle vere. E in quel modo sì che sembrerebbero ancora di più galassie lontane: è come se in questo viaggio interstellare che abbiamo fatto insieme ci fossimo allontanati così tanto da vedere la nostra galassia da lontaniiiiiissimo. Vista da così distante anche la Terra che ci sembra immensa è in realtà un puntino nell’universo infinito. E allora noi, a nostra volta, ci sentiamo minuscoli in relazione a tutto ciò che di incredibile e grande e meraviglioso accade sulle nostre teste e intorno a noi! Abbiamo esplorato in lungo e in largo questo strano universo di arte contemporanea; abbiamo incontrato creature disegnate con una linea sola, abbiamo osservato quadri con forme così semplici da non permetterci di riconoscerle, abbiamo visto sculture che si muovono gonfiandosi e che sembrano bizzarri marchingegni di qualche astronave, siamo entrati in contatto con oggetti misteriosi, abbiamo studiato la mappa della superficie lunare e osservato incantati la bellezza di una galassia da lontano. Ora è tempo di tornare sulla Terra, ma non dimenticatevi ciò che avete visto: prendete un quaderno e riempitelo di forme colorate, provate a disegnare personaggi inventati senza staccare la matita dal foglio, immaginate la musica dell’universo, osservate ciò che avete intorno come se lo vedeste dallo spazio… È stato un onore essere la vostra guida per questa spedizione spaziale. Vi aspetto l’anno prossimo, per un nuovo mondo e una nuova avventura!