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OVAL, Lingotto Fiere
1-3 novembre 2019
Ilaria Bonacossa
208 da 43 Paesi
Desiderio/Censura è il tema e filo rosso della Fiera che in questa 26esima edizione si articola in sette sezioni: 4 sezioni consolidate – Main Section, New Entries, Dialogue, Art Spaces & Editions – e 3 sezioni curate – Present Future, Back to the Future e Disegni.
Present Future – curata da Ilaria Gianni (Curatrice indipendente, Roma), Juan Canela (Curatore indipendente e critico d’arte, Barcellona) e Émilie Villez (Direttrice, KADIST, Parigi) – è la sezione di Artissima dedicata ai talenti emergenti.
Back to the Future – curata da Lorenzo Giusti (Direttore, GAMeC, Bergamo), Cristiano Raimondi (Curatore indipendente e direttore artistico, Società delle Api) e Nicolas Trembley (Curatore indipendente, critico d’arte e curatore, SYZ Collection, Ginevra) – è dedicata alla riscoperta dei pionieri dell’arte contemporanea.
Disegni – curata da Luís Silva e João Mourão (Direttori, Kunsthalle Lissabon, Lisbona) – è la sezione della fiera dedicata a tutte le forme del disegno contemporaneo.
Per la prima volta si propone un focus geografico sul Medio Oriente: l’Hub Middle East, una ricognizione sulle gallerie, le istituzioni e gli artisti attivi in un’area geografica centrale per gli sviluppi della società contemporanea.
A conferma della sua natura trasversale, Artissima sviluppa in città un ricchissimo programma collaterale: Abstract Sex: We don’t have any clothes, only equipment, una mostra incentrata sul tema del desiderio che porta la Fiera negli spazi di Jana, storica boutique torinese, e include opere in prestito dalle gallerie che partecipano ad Artissima; Artissima Telephone, un progetto espositivo ideato con e per gli spazi delle OGR – Officine Grandi Riparazioni che offre una ricognizione sul telefono come mezzo espressivo artistico; …ma l’amor mio non muore, una grande installazione dell’artista Marcello Maloberti all’Hotel Principi di Piemonte di UNA Esperienze; The Italian Job, la sorprendente installazione dello scultore inglese Richard Wilson ospitata da Domus Lascaris per celebrare i cinquant’anni anni dell’uscita del film omonimo girato a Torino; e la videoinstallazione Love is the Message, the Message is Death di Arthur Jafa, vincitore del PIAC – Prix International d’Art Contemporain, a Palazzo Madama.