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Imprenditrici ad arte

Nel 2025 è tornata la speciale rubrica di approfondimento Imprenditrici ad Arte che celebra la figura dell’imprenditrice nell’arte contemporanea, nata in dialogo con il Premio Diana BraccoImprenditrici ad Arte. Il Premio è stato promosso dalla Fondazione Bracco in collaborazione con la Fondazione Roberto de Silva e Diana Bracco di Milano, in occasione della trentaduesima edizione di Artissima, con l’obiettivo di valorizzare la figura della gallerista italiana emergente e le storie imprenditoriali che coniugano la crescita commerciale nel mercato dell’arte con una forte elaborazione culturale, promuovendo e sostenendo i giovani artisti.

La rubrica, realizzata in collaborazione con Il Giornale dell’Arte, ha presentato, attraverso cinque voci autorevoli, storie di vita e carriera, passione e ricerca. È stata un’opportunità per conoscere la giuria d’eccezione 2025 del Premio, composta da Elisabetta Barisoni, Dirigente Area Musei Ca’ Pesaro e Museo Fortuny, Venezia e MUVE, Mestre; Monica Bonvicini, artista; e Christian Leveet, collezionista, filantropo e fondatore FAMM, Vieux Village de Mougins; insieme alla promotrice e sostenitrice Diana Bracco, oltre alla gallerista che è stata selezionata.

 

► Issue n. 1 | Imprenditrici ad arte di Monica Trigona

All’interno di Artissima, la fiera torinese che da anni incarna la vitalità inquieta dell’arte contemporanea, prende forma un premio dal valore simbolico profondo: non un «semplice» riconoscimento ma un gesto che affonda le sue radici nella storia e si apre al futuro, celebrando quelle figure che, con lungimiranza e coraggio, hanno fatto dell’arte, attraverso la loro ricerca, un orizzonte estetico quanto una forma di responsabilità culturale.

 

Issue n. 2 | ELISABETTA BARISONI

La figura del gallerista si è sempre più avvicinata nel corso degli anni, non sempre ma negli esempi virtuosi, a quella dell’operatore culturale. Questo è reso evidente grazie ad operazioni espositive, editoriali o di promozione non connesse direttamente con il mercato. Ci sono molti casi nei quali si vede quanto il gallerista desideri investire su un artista non solo per il ritorno economico, che è comunque legittimo, ma perché crede nella produzione di un autore, ne finanzia i progetti (anche quelli «invendibili» come talvolta sono alcuni progetti museali).

 

► Issue n. 3 | MONICA BONVICINI

Sicuramente una gallerista deve avere una visione culturale e una tattica operativa sul rispetto al mercato. Un lavoro etico-estetico si riconosce dalla coerenza del programma e delle scelte fatte col tempo: dalla qualità dei rischi presi ed affrontati, dal sincero interesse al dialogo con le artiste. Si tratta di avere una consapevolezza forte del proprio tempo, del contemporaneo anche se sempre legato una storia che è quella fondamentalmente del mondo dell’arte.

 

► Issue n. 4 | CHRISTIAN LEVETT

È importante che una galleria gestisca un programma di artisti che sia inclusivo e diversificato dal punto di vista culturale e di genere. Il mercato dell’arte avrebbe dovuto essere sempre così, ed è straordinario che ci siano voluti dieci anni perché questo diventasse normale. Tuttavia, le domande più importanti quando si decide quale artista esporre in una galleria e se qualcuno è propenso ad acquistarne le opere sono: «Questo artista produce opere d’arte emotivamente stimolanti, in grado di catturare l’immaginazione e l’attenzione di un collezionista? Sono state realizzate con tempo, cura e competenza?»

 

► Issue n. 5 | PAOLA BONINO E MARTA BARBIERI, vincitrici del premio 2025

La scelta di aprire la galleria in un centro piccolo e “marginale”, non ancora incluso nella mappa internazionale dell’arte contemporanea (specialmente sette anni fa, abbiamo aperto UNA nel 2018), risponde a una precisa volontà di portare avanti una ricerca indipendente, con un approccio più rifessivo e personale nei confronti del fare galleria e della sua fruizione, investendo le energie in un tempo di qualità da condividere con artisti e il pubblico che viene a trovarci.

 

► Issue n. 6 | DIANA BRACCO

Il premio «Diana Bracco – Imprenditrici ad Arte», è un’iniziativa di cui sono particolarmente orgogliosa. L’idea era quella di sostenere la crescita delle donne nel mondo dell’arte e della cultura, incoraggiando le nuove generazioni a coniugare visione imprenditoriale e ricerca artistica. Sono profondamente convinta infatti che il punto di vista femminile rappresenti un arricchimento in qualunque campo, e che lo sguardo attento delle donne porti sempre un importante contributo innovativo in termini di creatività, competenza, profondità.

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