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Ketchup Drool: FRANCESCA FERRERI

21 Ottobre 2016

Francesca Ferreri opera a partire da oggetti di uso comune, o loro frammenti, creando sculture che, in una prospettiva di fusione formale e di integrazione cromatica, acquistano confini e identità nuovi. Al centro della sua ricerca non sono gli oggetti in se stessi, che appaiono semplici attivatori di un processo, ma piuttosto il vuoto, lo spazio fra di essi.

Quello spazio che, nella lettura heideggeriana della scultura, non è qualcosa che già esisteva, ma che esiste solo in quanto è creato (“Spazio, nella sua essenza, è ciò per cui si è fatto posto…” da Larte e lo spazio).
Nelle opere di Francesca Ferreri questo spazio diviene forma attraverso una sedimentazione progressiva di strati di gesso arricchito di pigmenti e resine consolidanti.

 

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Si potrebbe forse definirlo un attivatore. Proprio perché l’artista non è in ogni momento della sua vita consapevole di quello che fa, egli diventa un emanatore, di un’identità, di una ricerca. E lo studio diventa il ricettacolo in cui si stratificano queste suggestioni, a volte intuizioni, che trovano un luogo fisico in esso.
Lo studio permette all’artista di parlare sia nel qui e ora, nel momento in cui l’artista fisicamente è all’opera nello studio, ma anche in quanto contenitore fisico di tali emanazioni, dei suoi interessi. Diventa un contenitore di materiale vario, contribuisce a creare il futuro di quell’artista, proprio perché ‘accoglie’, funge da ambiente ricettivo.

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Francesca Ferreri, Cluster Clutter @ Alberto Peola, Torino, 2016 (particolare della mostra)

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Eterocronie designa, in biologia, lo scarto temporale nella maturazione di organi ed apparati nel calendario degli eventi interno al processo evolutivo.
Analogamente alla trascrizione del flusso vitale in un segno grafico, nelle sculture presenti in mostra la forma è resa plasticamente nelle sue latenti potenzialità trasformative. L’artista mette in comunicazione tra loro diversi oggetti, uniti attraverso delle masse di gesso colorato, in un tentativo di integrazione che nel contempo punta al mantenimento dell’individualità delle forme originarie, messe in relazione grazie ad un processo di riconoscimento intuitivo e spontaneo.
Le opere di Francesca Ferreri richiamano forme bizzarre ed imprevedibili, corpi nei quali le diverse membra seguono ognuna un proprio percorso di crescita pur continuando a far parte di un tutto unitario, legate al flusso dell’esistenza con gli arcani lacci che l’arte e la scienza tentano di svelare traducendone la struttura in codici ed immagini riconoscibili.

 

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Francesca Ferreri, Thesaurus, Terme di Como, 2015

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Francesca Ferreri, Fuzzy Traces @ P////AKT, Amsterdam, 2016

Francesca Ferreri’s solo exhibition at P/////AKT is part of DRAWN ONWARD, an exchange project with Progetto Diogene in Turin (IT). During the four-week residency period leading up to the exhibition she worked inside the space, translating her research into an installation of new sculptures and drawings. Her dialogue with the space – dictated by exploring its potential – is based on the notion of the historical grottesche (a type of mural painting from the roman period). Ferreri considers these to be an early example of a site-specific working method, applied by her in order to verify how today it can actually be seen as a model for spatial organization. In the grottesche, the various proportions and positions of the figures are determined by the characters of the surfaces on which they are displayed, meaning that they are shaped, or even “deformed” according to a canon that was meant to make several anthitetical forces compatible. Variations and repetitions, predetermined frames and sinuous freedom are eventually incorporated in a formal system that is both reinterpreting and confirming the given architectural structure and possible further subdivisions of the spatial context. Ferreri aims to apply these spatial principles – which in the grottesche functions as “invisible” regulators – as a source for defining sculptural forms as well as the whole layout of the exhibition itself. According to Ferreri, the grottesche as a reference model is also related to brain functions – another subject within her research – such as memories, the unconscious and dream.

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Francesca Ferreri, Fuzzy Traces @ P////AKT, Amsterdam, 2016
(per Drawn Onward, un progetto di P////AKT e Diogene)

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Francesca Ferreri, La Ripresa, mostra Cluster Clutter @ Alberto Peola, Torino, 2016

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Francesca Ferreri @ Artissima
Sezione: Present Future
Galleria: Alberto Peola, Torino
Biografia

 

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