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“Io vedo il linguaggio”: Il segno tra immagine e scrittura nell’opera di Giulia Marchi

“Io vedo il linguaggio”: Il segno tra immagine e scrittura nell’opera di Giulia Marchi

Dove

Meeting Point

Quando

31/10/2026 - 14:15-15:00

Tipo di evento

Talk

Prima di essere significato, la parola è una traccia, una forma che rimane, un segno che attraversa  lo spazio e che conserva la possibilità di qualcosa che è stato detto, pensato, visto. La traccia non  coincide con ciò che rappresenta. È ciò che ne rimane. In questo senso, la parola può essere intesa come una forma di memoria: nomina qualcosa che non è necessariamente presente, ma che  attraverso il linguaggio continua ad apparire. Il neon rende questa condizione visibile. La parola  diventa luce, ma la luce stessa è una presenza fragile, immateriale, continuamente sospesa tra  apparizione e scomparsa. La parola viene sottratta alla pagina e trasformata in una struttura luminosa. Le lettere diventano materia, disegno e luce; il linguaggio assume una presenza tridimensionale e si offre allo spettatore prima come immagine da vedere e solo successivamente come  testo da leggere. Il neon introduce così uno slittamento percettivo: il significato della parola non  scompare, ma viene affiancato dalla sua dimensione visiva. La forma delle lettere, la luminosità,  la scala, la disposizione nello spazio diventano elementi costitutivi dell’opera quanto il significato  semantico.

Relatori: Andrea Cortellessa (Storico della letteratura e critico d’arte), Danilo Montanari (Editore), Alessandro Luppi (Gallerista), Giulia Marchi (Artista)

Lingua: Italiano

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Immagina, Giulia Marchi

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