Public days: 4 - 6 novembre 2022

Torino Social Impact Art Award nasce dal desiderio di mettere in dialogo l’arte e l’innovazione sociale con l’obiettivo di attivare azio­ni tese a incidere sul presente e sulla società contemporanea.

Promosso da Torino Social Impact e ideato e curato da Artissima, con il supporto della Fondazione Compagnia di San Paolo, il premio si rivolge a giovani artisti con una formazione nel mondo dell’arte contem­poranea il cui background sia multiculturale e migratorio.

L’edizione 2020 – dal titolo Quante Italie? – ha premiato Caterina Erica Shanta con il progetto Talking about visibility e Liryc Dela Cruz con il progetto Il Mio Filippino: Invisible Bodies, Neglected Movements.

L’edizione 2021 – dal titolo ZOOM IN/ZOOM OUT – ha premiato Monia Ben Hamouda con il progetto Adhan to Dora e il collettivo MRZB con il progetto STILI DRAMA XVIII-XXI.

Selezionati attraverso una call alle principali Accademie di Belle Arti pubbliche e private e Università italiane, i vincitori 2021 avranno l’opportunità di vivere in residenza a Torino per 20 giorni nel mese di luglio per lavorare alla creazione di una nuova opera video o fotografica, offrendo attraverso l’arte un contributo alla trasformazione della percezione sociale di temi particolarmente urgenti o di storie di vita considerate “lontane”. Gli artisti potranno avvalersi di un servizio di tutoring a cura di Matteo Mottin e Ramona Ponzini, fondatori dell’art project Treti Galaxie  e i video o le fotografie prodotte nel periodo di residenza verranno presentati ad Artissima 2021 (5-7 novembre). Base della residenza sarà Combo, partner hospitality del progetto e format innovativo che unisce all’idea di accoglienza una programmazione artistica e culturale aperta alla sperimentazione.

 

IL TEMA 2021
Il tema della seconda edizione, ZOOM IN/ZOOM OUT evoca, da un lato il nostro vivere virtuale contemporaneo che ha costretto l’arte a essere fruita quasi esclusivamente da remoto, e dall’altro conduce a una riflessione sulla capacità di acquisire una visione nuova e inaspettata della società se la si osserva da molto vicino o da molto lontano. La specifica storia e formazione dei vincitori offrirà accesso a queste prospettive tanto diverse quanto preziose permettendo loro di raccontare in modo trasversale la società contemporanea di Torino in quanto emblematica di un Paese che si sta trasformando.

 

GLI ARTISTI VINCITORI 2021
Monia Ben Hamouda vince il premio Torino Social Impact Art Award 2021 con Adhan to Dora, un progetto cinematografico che si snoda intorno a una narrazione performativa che ha come obiettivo quello di ritrarre le complessità e le contraddizioni del fenomeno dell’assimilazione culturale. Un film che contamina il presente attraverso le sue stesse origini, per evolversi e autodeterminarsi formulando una contro-narrazione che non nega ma esalta.

Monia Ben Hamouda (Milano, 1991) vive e lavora tra al-Qayrawan e Milano, ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, è stata Visiting professor alla Hochschule für Bildende Künste di Dresda e parte della giuria al Film Maker Festival di Milano.

La sua pratica si basa principalmente sull’esplorazione della condizione umana, in particolare dei suoi aspetti opprimenti e traumatici. Le sue opere esplorano temi come l’identità socioculturale, la fatica, la rabbia e la politica. Le opere di Ben Hamouda traggono ispirazione dalla calligrafia, parte fondamentale della cultura araba e della storia personale dell’artista, interessata al potere delle immagini, o meglio alle immagini che rappresentano una perdita di potere. Ben Hamouda definisce il suo lavoro “ambiguo, arrabbiato, a tratti passivo-aggressivo, arrendevole ma pronto ad attaccarti”. Nella collisione di elementi contrastanti, espone la persistente stranezza e il complesso simbolismo dei sentimenti umani. Traducendo la sua esperienza personale di trauma in una vasta gamma di approcci formali, legati alla simbologia culturale e religiosa della sua famiglia musulmana, l’artista penetra all’interno dei rituali dei suoi antenati, consentendo l’accesso a un’atmosfera psicologica privata e mostrando quanto profondamente siamo tutti segnati e contaminati dall’universo psico-mentale dei nostri antenati.

 

Il collettivo MRZB (Andrea Parenti, Désirée Nakouzi De Monte, Filippo Tocchi, Pietro Cortona) vince il premio Torino Social Impact Art Award 2021 con il progetto STILI DRAMA XVIII-XXI. Del collettivo, parteciperà alla residenza Désirée Nakouzi De Monte (1994, IT-LB). Il lavoro STILI DRAMA XVIII-XXI fa parte di un progetto in fieri caratterizzato da una produzione frammentaria ed episodica, orientato alla decostruzione di un’opera filmica e intorno alla compressione dell’idea di città contemporanea. Il lavoro nasce dall’intento di approcciare il processo della produzione filmica e del linguaggio cinematografico in modo laterale, concentrandosi su aspetti ed elementi secondari per orientarne lo sviluppo in modo orizzontale, senza gerarchie interne. Mentre il primo episodio STILI DRAMA XVIII-XXI ha visto lo sviluppo di uno studio fotografico e della sceneggiatura di quattro scene in interno centrali al corpo del progetto, ambientate in una realtà domestica caleidoscopica e allucinatoria, nel secondo episodio lavoreranno sui controcampi, ovvero sullo spazio esterno (fisicamente saranno i paesaggi del Lungo Stura), accumulo della marginalità e dello scarto e spazio di proliferazione del fantastico, del mostruoso, del deviante, dell’ibrido e del soprannaturale.

MRZB è un collettivo artistico che opera tra Torino e Amsterdam e che si interroga sulla processualità della creazione come agglomerato di tensioni e forze plurali. La pratica collaborativa e nomade di MRZB si fonda su una ricerca estetica e affettiva del periferico e del marginale ed esplora varie tipologie di approcci espressivi, come interventi scultorei e installativi, operazioni architettonico-urbanistiche, progetti curatoriali, assemblaggi sartoriali, opere oggettuali, testuali, sonore e performative. Sviluppando la propria ricerca a partire da un interesse per l’abnorme, MRZB si rapporta al marginale, al domestico, alla decadenza, al grottesco, all’immaginario popolare, all’affettività adolescenziale, ai sobborghi come universi rimossi, psichedelici e allucinatori, per traversare gli spettri e i residui di una società massificata e centripeta.

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