Torino Artscape è la rubrica di Artissima che racconta le mostre in corso nelle principali istituzioni di arte contemporanea della città: un appuntamento fisso per scoprire i programmi espositivi, le visioni curatoriali e le espressioni artistiche più interessanti che animano la scena contemporanea torinese. Torino Artscape è un invito a esplorare Torino come punto di riferimento imprescindibile per gli appassionati d’arte, capace di offrire stimoli e qualità culturale durante tutto l’anno.
Questo nuovo appuntamento è dedicato al MAO Museo d’Arte Orientale.
Chiharu Shiota.The Soul Trembles
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Fino al 28.06.2026
Centinaia di fili rosso vivo esplodono dal telaio di una barca, si arrampicano verso il soffitto, invadono lo spazio in un groviglio che non conosce confini né fine. Le figure dei visitatori che vi camminano intorno sembrano dissolversi nel rosso, diventare parte dell’opera, perdere i contorni. È impossibile stabilire dove finisca l’installazione e dove inizi il corpo di chi la attraversa. Ad accogliere il visitatore nella prima sala è Uncertain Journey (2016): il titolo è già un programma, un’avvertenza.
Chiharu Shiota. The Soul Trembles, a cura di Mami Kataoka e Davide Quadrio con Anna Musini e Francesca Filisetti, è visibile fino al 28 giugno 2026 al MAO Museo d’Arte Orientale di Torino — prima nazionale e primo approdo assoluto in un museo di arte asiatica. La mostra ripercorre l’intera produzione dell’artista giapponese nata a Osaka nel 1972, attraverso disegni, fotografie, sculture e installazioni ambientali, alcune delle quali site-specific. Il progetto si espande dalle sale temporanee fino alle collezioni permanenti, instaurando un dialogo serrato con opere che da sempre interrogano vita, morte e impermanenza.
Al piano superiore, dove le opere di Shiota entrano in risonanza con la collezione di arte asiatica, centinaia di valigie logore oscillano sospese nell’aria, legate da fili rossi che cadono verso il pavimento come radici recise. Accumulation – Searching for the Destination (2021) trasforma ogni bagaglio in un archivio di partenze e di abbandoni: trecentocinquanta storie compresse in cuoio e metallo, sospese tra il peso del ricordo e la leggerezza necessaria a ogni viaggio. In questo spazio già abitato da Buddha e da divinità tibetane, l’opera trova una risonanza inattesa — come se la domanda sulla destinazione ultima dell’anima non fosse mai stata così vicina a una risposta, o così lontana.
Al centro della pratica di Shiota non c’è la rappresentazione, ma l’esperienza. I fili — rossi o neri, tesi fino all’impossibile — sono gesto prima ancora che simbolo: disegnano nell’aria connessioni invisibili tra oggetti carichi di memoria, barche e pianoforti bruciati. Ogni installazione custodisce tracce di vite precedenti e le restituisce allo spettatore come uno spazio da attraversare, in cui ciò che resta — di un viaggio, di una persona, di un suono — continua a esistere oltre la sua fine.
Declinazioni contemporanee #3
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Fino al 28.06.2026
Declinazioni Contemporanee giunge alla sua terza edizione con un programma di residenze e commissioni site-specific che invita artisti internazionali a dialogare con la collezione del MAO, attribuendo significati inediti a oggetti rimasti troppo a lungo in silenzio.
Nella sezione tibetana, i registi e artisti Ritu Sarin e Tenzing Sonam danno voce alla scultura di Virūḍhaka, Re Guardiano del Sud, uno dei quattro sovrani che presidiavano gli stupa del monastero di Densatil, nel Tibet centrale — fondato nel 1198 e distrutto durante la Rivoluzione Culturale, i suoi frammenti dispersi tra collezioni e musei di tutto il mondo. Nelle gallerie cinesi, l’artista coreana Sunmin Park presenta Pale Pink Universe (2025), installazione video e serie di disegni nati da una residenza presso la tenuta di CastelGiocondo a Montalcino: un’immersione nel paesaggio toscano — naturale, agricolo e storico — intrecciata con un sonetto di Dino Frescobaldi, poeta dello Stilnovo, che l’artista stessa recita come voce narrante. Nel corridoio tra le gallerie della Cina e del Giappone, Francesco Simeti conclude il percorso avviato con la prima edizione del progetto: Description Generale (A Historical Map of the Other) è una carta da parati accompagnata da elementi tessili e oggetti luminosi in vetro che ripercorre la storia delle Vie della Seta riflettendo criticamente sulle appropriazioni orientaliste di questo antico crocevia eurasiatico.
– Testo di Guia Agazzi