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Torino Artscape: GAM Torino

29 Maggio 2026 Journal News

Torino Artscape è la rubrica di Artissima che racconta le mostre in corso nelle principali istituzioni di arte contemporanea della città: un appuntamento fisso per scoprire i programmi espositivi, le visioni curatoriali e le espressioni artistiche più interessanti che animano la scena contemporanea torinese. Torino Artscape è un invito a esplorare Torino come punto di riferimento imprescindibile per gli appassionati d’arte, capace di offrire stimoli e qualità culturale durante tutto l’anno.

Questo nuovo appuntamento è dedicato alla nuova programmazione della GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino.

 

Lisetta Carmi. Erotismo e autoritarismo a Staglieno

Fino al 1.11.2026

Una figura distesa emerge dal bianco del marmo al centro della sala, mentre sulle pareti violacee scorrono gli sguardi immobili delle fotografie di Lisetta Carmi. Intorno, il silenzio raccolto dell’allestimento amplifica la tensione tra eros e morte, tra la sensualità dei corpi scolpiti e la fissità delle immagini tratte dal cimitero monumentale di Staglieno. È un dialogo misurato ma densissimo, in cui la fotografia sembra avvicinarsi alla materia scultorea fino quasi a ereditarne il respiro funebre.

La mostra Lisetta Carmi. Erotismo e autoritarismo a Staglieno, curata da Elena Volpato e visibile fino al 1° novembre 2026 al secondo piano della GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, presenta un nucleo di quindici fotografie entrate recentemente nelle collezioni del museo grazie al progetto Strategia Fotografia 2025 promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Realizzate tra il 1966 e il 1976, le immagini appartengono alla celebre serie dedicata da Carmi al cimitero di Staglieno, luogo che la fotografa attraversa come uno spazio ambiguo, sospeso tra monumentalità borghese e desiderio trattenuto.

Nata a Genova nel 1924, Lisetta Carmi ha costruito una delle ricerche fotografiche più radicali del secondo Novecento italiano, muovendosi sempre ai margini delle convenzioni sociali e visive. Nelle fotografie in mostra, i dettagli delle sculture funerarie — mani, volti, panneggi, corpi femminili e figure angeliche — vengono isolati attraverso inquadrature ravvicinate che accentuano tanto la componente sensuale quanto quella autoritaria evocata dal titolo della serie. Il confronto con quattro sculture delle collezioni GAM, datate tra Otto e Novecento, non ha il tono della semplice citazione formale: apre piuttosto una riflessione sul rapporto tra immagine e memoria, tra il corpo scolpito e quello fotografato, dove la fotografia, come suggeriva Roland Barthes, continua a custodire un legame profondo con la morte.

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Installation view "Lisetta Carmi. Erotismo e autoritarismo a Staglieno", GAM Torino. Ph: Giorgio Perottino
Installation view "Lisetta Carmi. Erotismo e autoritarismo a Staglieno", GAM Torino. Ph: Giorgio Perottino
Installation view "Lisetta Carmi. Erotismo e autoritarismo a Staglieno", GAM Torino. Ph: Giorgio Perottino
Installation view "Lisetta Carmi. Erotismo e autoritarismo a Staglieno", GAM Torino. Ph: Giorgio Perottino

 

 

 

Giorgio Griffa. Omaggio per i 90 anni

Fino al 1.11.2026

In occasione dell’inaugurazione della nuova stagione espositiva della GAM, anche alcune sale delle collezioni permanenti sono oggetto di un rinnovato allestimento. Tra queste, una sala è dedicata al lavoro di Giorgio Griffa, figura centrale della ricerca pittorica contemporanea.

Le opere documentano alcuni passaggi centrali della ricerca di Griffa a partire dalla fine degli anni Sessanta, quando l’artista avvia una riflessione radicale sul linguaggio della pittura. Il suo lavoro si distingue per una pratica che affida al gesto pittorico una dimensione processuale e aperta: segni, linee e campiture di colore si dispongono sulla tela grezza secondo ritmi essenziali, lasciando visibile la temporalità dell’esecuzione e accogliendo l’incompiuto come principio strutturale. In dialogo con le ricerche analitiche e concettuali del secondo Novecento, la sua pittura si configura come un’indagine sul farsi dell’immagine, in cui la superficie diventa spazio di relazione tra regola e variazione, ordine e possibilità.

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Installation view "Giorgio Griffa. Omaggio per i 90 anni", GAM Torino. Ph: Giorgio Perottino
Installation view "Giorgio Griffa. Omaggio per i 90 anni", GAM Torino. Ph: Giorgio Perottino
Installation view "Giorgio Griffa. Omaggio per i 90 anni", GAM Torino. Ph: Giorgio Perottino
Installation view "Giorgio Griffa. Omaggio per i 90 anni", GAM Torino. Ph: Giorgio Perottino

 

 

 

Vincenzo Agnetti. Oggi è un secolo

Fino al 1.11.2026

Una superficie nera, apparentemente compatta, viene incisa da segni sottili che fanno riaffiorare figure, geometrie e tracce luminose. Nelle opere fotografiche di Vincenzo Agnetti l’immagine non viene catturata, ma sottratta al buio attraverso un gesto lento e materiale, quasi archeologico. Il risultato è una fotografia che sembra negare sé stessa per avvicinarsi al disegno, alla scrittura, alla pittura.

Visibile fino al 1° novembre 2026 presso la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, Vincenzo Agnetti. Oggi è un secolo, a cura di Chiara Bertola con Virginia Lupo, celebra il centenario della nascita di una delle figure più radicali dell’arte concettuale italiana del secondo Novecento. Il percorso prende avvio da Photo-graffia del 1980, recentemente entrata nelle collezioni della GAM, e riunisce una selezione di opere realizzate tra gli anni Settanta e Ottanta dedicate alla sperimentazione sul medium fotografico.

Dopo anni di ricerca legata al linguaggio e ai suoi dispositivi, Agnetti attraversa qui una fase diversa del proprio lavoro, in cui il gesto torna centrale. Le sue pellicole annerite e successivamente graffiate trasformano la fotografia in una superficie da incidere, alterare, attraversare. Anche nelle Vetrate, dove interno ed esterno sembrano continuamente confondersi, emerge la volontà di destabilizzare il funzionamento abituale dell’immagine fotografica. Più che produrre visioni, Agnetti sembra allora interrogare ciò che dell’immagine resta nascosto, sospeso tra cancellazione e apparizione.

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Installation view "Vincenzo Agnetti. Oggi è un secolo", GAM Torino. Ph: Giorgio Perottino
Installation view "Vincenzo Agnetti. Oggi è un secolo", GAM Torino. Ph: Giorgio Perottino
Installation view "Vincenzo Agnetti. Oggi è un secolo", GAM Torino. Ph: Giorgio Perottino
Installation view "Vincenzo Agnetti. Oggi è un secolo", GAM Torino. Ph: Giorgio Perottino

 

 

 

Un altro Novecento. Opere su carta dalle Collezioni della GAM

Fino al 1.11.2026

Una costellazione di fogli attraversa le sale della GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino: piccoli studi a matita, acquerelli rapidi, incisioni minuziose, collage e segni calligrafici che sembrano trattenere il momento stesso dell’invenzione. In alcune teche si intravedono appunti quasi privati, altrove esplodono geometrie, figure, frammenti pop e visioni astratte.

La mostra Un altro Novecento. Opere su carta dalle Collezioni GAM, curata da Fabio Cafagna ed Elena Volpato e visibile fino al 1° novembre 2026 presso la GAM Torino, riunisce oltre seicento opere provenienti dalle raccolte del museo, tracciando un percorso che attraversa l’intero Novecento, dalle atmosfere simboliste e secessioniste fino alle ricerche degli anni Novanta. Più che una semplice successione cronologica, l’esposizione costruisce l’impressione di entrare nel laboratorio mobile del secolo scorso, dove la carta diventa il luogo più libero della sperimentazione artistica. Disegni, incisioni, tempere e acquerelli compongono così un patrimonio raramente visibile in questa ampiezza, capace di restituire uno sguardo inedito sulla storia dell’arte del Novecento e, insieme, sulla stessa identità collezionistica della GAM.

Nel corso del secolo, attraversato da guerre, avanguardie e continue rivoluzioni del linguaggio, la carta si afferma infatti come spazio privilegiato della prova e del pensiero. È qui che gli artisti annotano intuizioni, verificano forme, lasciano emergere ripensamenti e ossessioni. Il percorso mette così in dialogo nuclei molto diversi: le raffinate inquietudini simboliste di Leonardo Bistolfi e Gustav Klimt, le sperimentazioni futuriste di Giacomo Balla e Umberto Boccioni, i fogli diaristici di Filippo de Pisis, le astrazioni di Fausto Melotti, fino alle incursioni pop di Robert Rauschenberg, Andy Warhol e Mario Schifano. Centrale è anche la presenza di Lucio Fontana, i cui disegni rivelano il carattere germinale del suo pensiero spaziale, così come le opere di Carol Rama, Giuseppe Penone o Giulio Paolini mostrano come, nella seconda metà del secolo, il foglio diventi sempre più un territorio di confine tra gesto, scrittura, immagine e spazio.

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Installation view "Un altro Novecento. Opere su carta dalle Collezioni GAM", GAM Torino. Ph: Giorgio Perottino
Installation view "Un altro Novecento. Opere su carta dalle Collezioni GAM", GAM Torino. Ph: Giorgio Perottino
Installation view "Un altro Novecento. Opere su carta dalle Collezioni GAM", GAM Torino. Ph: Giorgio Perottino
Installation view "Un altro Novecento. Opere su carta dalle Collezioni GAM", GAM Torino. Ph: Giorgio Perottino

 

 

 

Pesce Khete. L’intruso

Fino al 1.11.2026

Tra le opere su carta del Novecento compaiono improvvisamente cavalli impennati, linee spezzate, campiture di colore trattenute da nastri adesivi e figure che sembrano affiorare dal foglio per poi scomparire subito dopo. Le opere di Pesce Khete interrompono il ritmo storico della collezione con la naturalezza di un’infiltrazione: non occupano uno spazio separato, ma si insinuano tra Fontana, Savinio e Spazzapan, producendo cortocircuiti visivi e inattese continuità.

Visibile fino al 1° novembre 2026 presso la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, L’INTRUSO. Pesce Khete accompagna il percorso della mostra Un altro Novecento. Opere su carta dalle Collezioni GAM nell’ambito della QUARTA RISONANZA. Invitato da Elena Volpato a dialogare con i fondi grafici del museo, l’artista romano costruisce un attraversamento discreto ma perturbante, capace di rimettere in movimento la lettura delle collezioni.

Tra gli artisti italiani della sua generazione, Pesce Khete ha fatto della carta il proprio supporto privilegiato. Nei suoi lavori convivono disegno, pittura, ripensamenti, strappi e “cuciture”, in una pratica che alterna improvvise accelerazioni gestuali a una rigorosa attenzione compositiva. Il foglio diventa così uno spazio instabile, dove il bianco agisce come pausa e silenzio, mentre il colore e la linea riaprono continuamente la possibilità dell’immagine. Più che inserirsi nelle sale del museo, l’Intruso sembra allora abitarne le crepe, destabilizzando l’ordine cronologico e suggerendo nuove traiettorie tra le opere del passato e quelle del presente.

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Installation view "Pesce Khete. L'intruso", GAM Torino. Ph: Giorgio Perottino
Installation view "Pesce Khete. L'intruso", GAM Torino. Ph: Giorgio Perottino
Installation view "Pesce Khete. L'intruso", GAM Torino. Ph: Giorgio Perottino
Installation view "Pesce Khete. L'intruso", GAM Torino. Ph: Giorgio Perottino

 

– Testo di Guia Agazzi

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