Artissima e Camera di commercio di Torino annunciano i quattro giovani artisti vincitori del progetto di residenza MADE IN vol.4 nato nel 2022 dal comune desiderio di attivare un dialogo tra l’arte contemporanea e il florido tessuto aziendale torinese. L’idea cardine del progetto è che il know-how aziendale e i processi produttivi specializzati possano costituire una risorsa per la produzione di un’opera d’arte inedita frutto della contaminazione tra mondi differenti.
Gli artisti vincitori di MADE IN vol.4 sono: Dario Capello (1997), Roberto Casti (1992), Lucia Cristiani (1991), Marco Schiavone (1990).
Ai quattro vincitori viene messo a disposizione un periodo di residenza per la produzione di una nuova opera, che resterà di loro proprietà, assimilando e influenzando la propria ricerca con il sapere tecnologico e operativo della realtà aziendale con cui dialogheranno.
Le opere prodotte saranno poi presentate ad Artissima 2026.
Le residenze si svolgono presso quattro eccellenze imprenditoriali del territorio, protagoniste della quarta edizione del progetto: Blue Engineering, leader in soluzioni ingegneristiche avanzate per i settori automotive, ferroviario e aerospace; Ferrino, azienda specializzata nello sviluppo di attrezzature outdoor, dal 1870 sinonimo di innovazione e spirito pionieristico; Galup, brand piemontese che dal 1922 rappresenta la tradizione dolciaria con panettoni artigianali e ingredienti selezionati; Oscalito 1936, marchio torinese che realizza capi in fibre naturali pregiate, unendo qualità e sostenibilità.
Le residenze saranno inoltre occasione di confronto con prestigiose gallerie d’arte contemporanea torinesi, madrine del progetto, anch’esse attori dell’imprenditorialità: Luce Gallery (Torino), Mazzoleni (Torino – Londra), Franco Noero (Torino) e Simóndi (Torino).
Alla curatela del progetto si riconferma per il quarto anno consecutivo Sonia Belfiore, curatrice indipendente e founder di Ultravioletto, arte + impresa.
La permanenza dei quattro artisti vincitori in azienda avrà una durata variabile a seconda delle esigenze del progetto e si concluderà entro il mese di giugno.
Artissima, grazie al supporto di Camera di commercio di Torino, mette a disposizione di ciascun artista selezionato un budget di 5.500 euro dedicato alla produzione dell’opera e all’hospitality.
GLI ARTISTI VINCITORI
I quattro artisti vincitori di MADE IN vol.4 sono stati selezionati attraverso un’open call diffusa presso le principali Accademie di Belle Arti pubbliche e private e Università italiane e successivamente a seguito di un’attenta analisi da parte del Comitato di MADE IN, presieduto da Luigi Fassi, direttore di Artissima, e composto dai rappresentanti delle quattro gallerie torinesi “madrine” insieme a Sonia Belfiore, curatrice del progetto.
Dario Capello in dialogo con Blue Engineering e Galleria Franco Noero
L’incontro tra Dario Capello e Blue Engineering si focalizza sulla transizione dall’idea alla forma. L’indagine interroga il know-how di Blue Engineering nello sviluppo di progetti complessi, dal design alla produzione, facendone ambiente di studio e campo di intervento. Questa collaborazione multidisciplinare permette di esplorare le asimmetrie tra l’imperativo della misurabilità tecnica e i processi di progettazione.
Roberto Casti in dialogo con Galup e Galleria Simóndi
La ricerca che Roberto Casti svilupperà in dialogo con Galup parte dal parallelismo tra pratica artistica e produzione dolciaria, con l’intento di portare in primo piano un processo di cura, lavoro e ritualità — frutto di relazioni interdipendenti che spesso, al momento della fruizione o dell’assaggio, vengono dimenticate. Attraverso lo studio dei processi lavorativi e la collaborazione attiva con il personale dell’azienda, l’artista concentrerà la sua ricerca sugli elementi sonori, olfattivi e visivi che precedono la finalizzazione dei dolci di Galup.
Lucia Cristiani in dialogo con Oscalito 1936 e Galleria Mazzoleni
Il dialogo fra Lucia Cristiani e Oscalito 1936 si concentrerà sull’incontro fra sapere tecnico e riflessione sull’etica della responsabilità e sostenibilità della pratica artistica e produttiva. La residenza di Lucia Cristiani presso Oscalito 1936 approfondirà le pratiche di riappropriazione dei materiali e trasformazione affettiva e simbolica degli oggetti, ricercando la relazione fra passato e presente, tra gesto artigianale e sapere industriale, tra riuso, valorizzazione dello scarto e pratiche di cura.
Marco Schiavone in dialogo con Ferrino e Luce Gallery
Il progetto nasce dall’incontro tra lo sguardo di Marco Schiavone e l’heritage Ferrino, articolandosi tra archivio storico, materiali tecnici e processi produttivi. Attraverso l’osservazione di documenti, prototipi e pratiche di upcycling, l’artista intende costruire un’opera che metta in relazione paesaggio, tecnica e memoria, restituendo una narrazione visiva in cui esperienza, progettazione e uso si intrecciano in una forma condivisa per mezzo di tessuti, minuterie, fotografia e materia viva naturale.
EDIZIONI PRECEDENTI
Le opere realizzate nelle precedenti edizioni del progetto sono state il frutto di una collaborazione che ha dato vita a lavorazioni e soluzioni produttive inaspettate tanto per l’artista quanto per l’azienda. Processi produttivi e materiali sono stati ripensati in chiave creativa e funzionale per le caratteristiche formali dell’opera attivando così degli sguardi inediti su potenziali nuove applicazioni. I protagonisti delle prime tre edizioni di MADE IN sono:
2023
Mara Callegaro, in dialogo con Carioca S.p.A.
Nicola Ghirardelli, in dialogo con Mattioli
Daniele Di Girolamo, in dialogo con Pattern Group S.p.A.
Andrea Di Lorenzo, in dialogo con Prima Industrie S.p.A.
2024
Lorena Bucur in dialogo con Kristina Ti
Jacopo Naccarato in dialogo con Dott. Gallina
Christian Offman in dialogo con Guido Gobino Cioccolato
Giulia Poppi in dialogo con Pininfarina Architecture
2025
Gaia De Megni in dialogo con Azimut Yachts
Mozzarella Light, duo composto da Giulia Ciappi e Marco Frassinelli, in dialogo con Sabelt
Maria Positano in dialogo con Manifattura Tessile DINOLE®
Lorenzo Zerbini in dialogo con Xerjoff