Torino Artscape è la rubrica di Artissima che racconta le mostre in corso nelle principali istituzioni di arte contemporanea della città: un appuntamento fisso per scoprire i programmi espositivi, le visioni curatoriali e le espressioni artistiche più interessanti che animano la scena contemporanea torinese. Torino Artscape è un invito a esplorare Torino come punto di riferimento imprescindibile per gli appassionati d’arte, capace di offrire stimoli e qualità culturale durante tutto l’anno.
Questo nuovo appuntamento è dedicato alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.
Danzante. June Crespo
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Fino al 11.10.2026
Forme sospese, corpi che sembrano emergere e ritirarsi nello spazio, superfici che vibrano tra attrazione e resistenza: Danzante, prima personale in un’istituzione italiana di June Crespo, trasforma la scultura in un’esperienza fisica e percettiva. Curata da Bernardo Follini e visibile fino all’11 ottobre 2026 alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, la mostra costruisce un ambiente in cui le opere agiscono come presenze attive, capaci di entrare in risonanza con il corpo del visitatore.
A partire da suggestioni organiche — fiori, strutture vegetali — Crespo sviluppa un lessico che privilegia materia e texture rispetto alla rappresentazione. Calchi, tessuti, elementi industriali e frammenti intimi si intrecciano in assemblaggi che mettono in tensione naturale e artificiale. È nel movimento attorno alle opere che queste si rivelano: una coreografia silenziosa in cui peso, scala e sospensione ridefiniscono il rapporto tra spazio e corpo, restituendo una sensazione di instabilità vitale, come se ogni forma fosse colta in un momento di trasformazione.
Theatre of the mind. Lenz Geerk
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Fino al 11.10.2026
Figure isolate, nature morte e ambienti essenziali abitano uno spazio sospeso, dove il tempo sembra rallentare fino a farsi percezione interiore. Con Theatre of the mind, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo presenta la prima personale italiana di Lenz Geerk, aperta fino all’11 ottobre 2026.
La pittura di Geerk si costruisce attraverso variazioni minime: tonalità controllate, gesti trattenuti, composizioni che rinunciano alla narrazione per concentrarsi su stati emotivi e psicologici. I corpi, spesso silenziosi e assorti, condividono con gli oggetti e gli spazi una stessa qualità introspettiva, dando forma a immagini ambigue e sognanti.
Lontano da ogni enfasi drammatica, il lavoro si colloca ai margini dell’esperienza — in quegli istanti sospesi tra presenza e assenza in cui lo sguardo si fa più incerto. Ne emerge una pittura disciplinata ma profondamente evocativa, capace di restituire il tempo lento del vedere e di trasformare la superficie in uno spazio mentale.
Krapfen. Diego Marcon
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Fino al 26.07.2026
Un ragazzetto e quattro indumenti animati si muovono in una coreografia incalzante, tra seduzione e minaccia: con Krapfen, presentato alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo dal 15 aprile al 26 luglio 2026, Diego Marcon costruisce un’opera che intreccia immaginario infantile e inquietudine.
Realizzato nell’ambito del New Futures Production Fund — collaborazione tra la Fondazione e il New Museum di New York — il lavoro si sviluppa come un breve musical, attingendo tanto all’animazione classica quanto al teatro d’opera. La partitura musicale guida una sequenza in cui elementi quotidiani si animano, spingendo il protagonista verso un gesto tanto semplice quanto perturbante: mangiare un krapfen.
Come spesso accade nella pratica dell’artista, linguaggi e generi si sovrappongono, generando un cortocircuito tra familiarità e straniamento. L’atmosfera, apparentemente giocosa, si incrina progressivamente, lasciando emergere una tensione sottile in cui il confine tra umano e artificiale, tra vita e oggetto, resta costantemente instabile.
EXHAUST. Xin Liu
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Fino al 11.1o.2026
Residui, detriti, scarti del progresso: in EXHAUST, prima personale italiana di Xin Liu, la materia di scarto diventa punto di partenza per interrogare le promesse — e le conseguenze — dello sviluppo tecnologico. La mostra, visitabile fino all’11 ottobre 2026 alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, riunisce nuove produzioni e lavori recenti, delineando una ricerca che attraversa scienza, ingegneria e immaginazione speculativa.
Al centro, l’idea di “metabolismo cosmico”: un processo continuo in cui ciò che resta — dai frammenti di razzi ai materiali bioplastici — viene riassorbito in cicli di trasformazione che collegano scala terrestre e dimensione interplanetaria. Film, installazioni e dispositivi di ricerca costruiscono una narrazione che si muove tra paesaggi remoti e futuri possibili, mettendo in discussione l’idea di progresso come accumulo lineare.
Più che celebrare l’innovazione, Liu ne osserva il decadimento, trasformando l’“exhaust” in una materia attiva, capace di generare nuove forme e immaginari. In questo slittamento, la monumentalità si rovescia: non più costruzione duratura, ma traccia fragile di un sistema in continua mutazione.
– Testo di Guia Agazzi