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Torino Artscape: Gallerie d’Italia – Torino

16 Giugno 2026 Journal News

Torino Artscape è la rubrica di Artissima che racconta le mostre in corso nelle principali istituzioni di arte contemporanea della città: un appuntamento fisso per scoprire i programmi espositivi, le visioni curatoriali e le espressioni artistiche più interessanti che animano la scena contemporanea torinese. Torino Artscape è un invito a esplorare Torino come punto di riferimento imprescindibile per gli appassionati d’arte, capace di offrire stimoli e qualità culturale durante tutto l’anno.

Questo nuovo appuntamento è dedicato alle Gallerie d’Italia – Torino.

 

Diana Markosian. Replaced

Fino al 6.09.2026

Immersi in una luce rossa che invade ogni superficie, due corpi si toccano la fronte dentro una vasca da bagno: occhi chiusi, una mano che cerca il volto dell’altro come per fissarne i contorni prima che si dissolvano, in un gesto che è insieme una carezza e un addio. È una delle immagini più cariche di Replaced, il progetto di Diana Markosian che da una vasca diventa stanza, e da una stanza si moltiplica in un intero corridoio d’albergo, fatto di porte numerate e pareti che virano dal rosa al blu, dove ogni soglia custodisce il fotogramma di un’intimità sospesa tra ricordo e finzione.

È questo l’allestimento di Diana Markosian. Replaced, mostra a cura di Brandei Estes visibile fino al 6 settembre 2026 alle Gallerie d’Italia – Torino, museo di Intesa Sanpaolo, nell’ambito della terza edizione di EXPOSED – Torino Photo Festival, organizzato dalla Fondazione CAMERA. Realizzato su committenza originale di Intesa Sanpaolo e presentato in anteprima assoluta, il progetto di Markosian (Mosca, 1989), artista americana di origine armena, nasce da una domanda tanto intima quanto universale: cosa accade quando una storia d’amore finisce, e cosa significa osservarsi mentre si viene silenziosamente sostituiti, non solo nella vita di un’altra persona ma negli stessi luoghi che un tempo sembravano esclusivi. Per attraversare questo territorio l’artista ingaggia un attore con cui rivivere momenti del passato, ricostruendo scene di tenerezza accanto a momenti di rottura: rievocazioni che abitano il terreno instabile della memoria, dove il desiderio modifica, abbellisce, cancella. A completare il percorso, un film concepito per la sala immersiva del museo alterna immagini singole e schermo diviso, intensificando l’effetto drammatico delle fotografie e prolungando nel tempo la stessa tensione emotiva, in quello spazio fragile tra presenza e assenza.

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Installation view "Diana Markosian. Replaced", Gallerie d'Italia – Torino. Ph: Andrea Guermani
Installation view "Diana Markosian. Replaced", Gallerie d'Italia – Torino. Ph: Andrea Guermani
Installation view "Diana Markosian. Replaced", Gallerie d'Italia – Torino. Ph: Andrea Guermani
Installation view "Diana Markosian. Replaced", Gallerie d'Italia – Torino. Ph: Andrea Guermani

 

 

 

Nick Brandt. The Day May Break. La luce alla fine del giorno.

Fino al 6.09.2026

Una famiglia si dispone come un monumento fragile nel mezzo del deserto. I corpi si sovrappongono su una struttura geometrica che ricorda un piedistallo, ma invece della celebrazione c’è l’attesa, invece dell’eroismo la vulnerabilità. Alcuni guardano verso l’orizzonte, altri abbassano gli occhi, mentre due bambini si addormentano stretti alle madri. Attorno, soltanto sabbia e rocce. Nella grande fotografia in bianco e nero di Nick Brandt, la monumentalità della composizione convive con una sensazione di precarietà che attraversa l’intera mostra: quella di esistenze sospese in un tempo di crisi, costrette a ridefinire continuamente il proprio posto nel mondo.

Questa fotografia restituisce con particolare efficacia i temi al centro di Nick Brandt. The Day May Break. La luce alla fine del giorno mostra curata da Arianna Rinaldo e visibile fino al 6 settembre 2026 alle Gallerie d’Italia – Torino. Per la prima volta vengono riuniti i quattro capitoli dell’omonimo progetto che il fotografo britannico porta avanti dal 2020, una ricerca dedicata alle conseguenze del cambiamento climatico e della devastazione ambientale sulle comunità umane e animali più esposte ai loro effetti.

L’allestimento accompagna il visitatore attraverso ambienti caratterizzati da differenti campiture cromatiche, dove il susseguirsi delle grandi stampe costruisce una narrazione immersiva e coerente. Da oltre vent’anni Brandt indaga il rapporto tra essere umano e natura, ma in questo ciclo abbandona la centralità esclusiva del mondo animale per rivolgere lo sguardo a una vulnerabilità condivisa. Le sue fotografie, accuratamente costruite e lontane da qualsiasi approccio documentario tradizionale, mettono in scena persone e animali come protagonisti di uno stesso destino. L’estetica impeccabile delle immagini — composizioni solenni, luci morbide, una scala monumentale che richiama la pittura di storia — non attenua la durezza dei temi affrontati, ma la rende ancora più evidente. Tra deserti, paesaggi acquatici e territori segnati dall’emergenza climatica, Brandt costruisce un racconto che oscilla continuamente tra perdita e resistenza. La sua non è una denuncia urlata, ma una riflessione visiva capace di trasformare dati e statistiche in presenze concrete, restituendo volti, corpi e relazioni a una crisi che troppo spesso rimane astratta. In questa tensione tra tragedia e speranza risiede la forza più autentica del progetto.

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Installation view "Nick Brandt. The Day May Break. La luce alla fine del giorno.", Gallerie d'Italia – Torino. Ph: Andrea Guermani
Installation view "Nick Brandt. The Day May Break. La luce alla fine del giorno.", Gallerie d'Italia – Torino. Ph: Andrea Guermani
Installation view "Nick Brandt. The Day May Break. La luce alla fine del giorno.", Gallerie d'Italia – Torino. Ph: Andrea Guermani
Installation view "Nick Brandt. The Day May Break. La luce alla fine del giorno.", Gallerie d'Italia – Torino. Ph: Andrea Guermani

 

– Testo di Guia Agazzi

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