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5 mostre da non perdere in Norvegia

10 Febbraio 2026 Journal News

5 SHOWS è la rubrica di Artissima che vi consiglia due volte al mese 5 mostre imperdibili in diverse aree geografiche e città del mondo secondo il punto di vista di curatrici e curatori, direttrici e direttori di importanti istituzioni, che vivono e lavorano in questi contesti. Un modo diverso per farsi guidare alla scoperta dell’arte contemporanea globale, da un punto di vista personale e sempre attuale.

La terza selezione è sulla Norvegia ed è a cura di Tominga O’Donnell, Senior Curator/Head of Contemporary Art del MUNCH di Oslo.

Ecco le 5 mostre attualmente in corso che ha selezionato per voi:

 

Almost Unreal. MUNCH Triennale
MUNCH, Oslo

Fino al 22.02.2026

Lavorando in molti formati diversi, gli oltre 20 artisti presenti in Almost Unreal aprono portali verso altre realtà: universi paralleli, regni mistici, modi alternativi di vedere. Si appropriano e manipolano tecnologie esistenti, come carillon, ologrammi e telai per tessere. Creano nuovi mondi utilizzando motori di gioco avanzati e strumenti generativi di apprendimento automatico.
Come nella precedente edizione della Triennale, il tema generale di quest’anno è incentrato sull’arte e le nuove tecnologie. Il titolo dell’edizione 2025, Almost Unreal, fa riferimento al tempo in cui viviamo, in cui la divisione tra reale e irreale sta diventando sempre più fluida.
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Almost Unreal. MUNCH Triennale, MUNCH, Oslo. © MUNCH
Almost Unreal. MUNCH Triennale, MUNCH, Oslo. © MUNCH
Almost Unreal. MUNCH Triennale, MUNCH, Oslo. © MUNCH

 

 

Deviant Ornaments
National Museum, Oslo

Fino al 15.03.2026

La sessualità queer nell’arte non è una novità. Attraverso una vasta gamma di opere, dai manoscritti storici alle creazioni contemporanee, la mostra illustra la ricchezza e la complessità delle espressioni queer nel mondo islamico.
Nella mostra potrete ammirare un ampio spettro di opere e tecniche che raffigurano o alludono a diverse sessualità in modi diversi: da quelli espliciti a quelli codificati e ornamentali. Piastrelle storiche, tessuti e illustrazioni sono esposti accanto a installazioni, dipinti e sculture contemporanei.
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Deviant Ornaments, National Museum, Oslo. Photo: Andreas Harvik / The National Museum. © Taner Ceylan.
Deviant Ornaments, National Museum, Oslo. Photo: Andreas Harvik / The National Museum. © Kiki Salem
Deviant Ornaments, National Museum, Oslo. Photo: Annar Bjørgli / The National Museum

 

 

Imagine New Stories, Write New Rules
NITJA, Lillestrøm

Fino al 1.03.2026

Un piccolo libro intitolato Manifesto Ferviente, scritto dall’antropologa argentina Mercedes Villalba, fa parte di A Sketch for the Future: una serie di pubblicazioni della Calipso Press che affronta questioni urgenti relative al nostro futuro comune. Da qui deriva il titolo della mostra. Utilizzando la fermentazione come metafora per immaginare modi alternativi di produzione e di vita, il libro di Villalba è un poetico invito all’azione.
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Imagine New Stories, Write New Rules, NITJA, Lillestrøm. Photo: Kunstdok / Tor Simen Ulstein
Imagine New Stories, Write New Rules, NITJA, Lillestrøm. Photo: Kunstdok / Tor Simen Ulstein
Imagine New Stories, Write New Rules, NITJA, Lillestrøm. Photo: Kunstdok / Tor Simen Ulstein

 

 

Grammars of Light
Astrup Fearnley Museet, Oslo

Fino al 10.05.2026

Grammars of Light riunisce il lavoro di tre artisti contemporanei – Cerith Wyn Evans, Ann Lislegaard e P. Staff – che esplorano il potenziale della luce come mezzo artistico. I loro ambienti immersivi, le proiezioni video su scala architettonica e le sculture luminose – realizzate con luci di consumo, mediche e industriali riutilizzate – trasformano le gallerie del museo e stimolano i sensi. La percezione viene influenzata in modi inaspettati e vengono sollevate domande essenziali su come vediamo il mondo come esseri pensanti e sensibili.
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Cerith Wyn Evans, StarStarStar/Steer (Transphoton), 2019. Exhibition view, Grammars of Light. © Astrup Fearnley Museet, 2026. Photo: Christian Øen
P. Staff, Penetration, 2025. Exhibition view, Grammars of Light. © Astrup Fearnley Museet, 2026. Photo: Christian Øen
Ann Lislegaard, Crystal World (after J.G. Ballard), 2006. Exhibition view, Grammars of Light. © Astrup Fearnley Museet, 2026

 

 

Ann Lislegaard: ANIMOID
Henie Onstad Kunstsenter, Høvikodden

Fino al 19.04.2026

Saba Khan lavora tra Londra e Lahore ed è un’artista e un’educatrice, oltre che, come suite, una professionista che si auto-organizza. La sua pratica si concentra sulla politica, la storia e la cultura dell’acqua: dalle infrastrutture che ne ostacolano il flusso, alle vite che migrano lungo i fiumi, ai miti e alle conoscenze locali relative al ripristino delle fonti idriche. Esamina come i fiumi siano plasmati da forze umane e non solo umane e, a loro volta, come questi plasmino la vita e gli habitat.
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Ann Lislegaard: ANIMOID, Henie Onstad Kunstsenter, Høvikodden. Photo: Øystein Thorvaldsen / Henie Onstad Kunstsenter
Ann Lislegaard: ANIMOID, Henie Onstad Kunstsenter, Høvikodden. Photo: Øystein Thorvaldsen / Henie Onstad Kunstsenter

 

Se volete scoprire le istituzioni esplorate fino a ora, ecco qui gli episodi precedenti:
Emirati Arabi Uniti | Cina

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