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Torino Artscape: Almanac

11 Maggio 2026 Journal News

Torino Artscape è la rubrica di Artissima che racconta le mostre in corso nelle principali istituzioni di arte contemporanea della città: un appuntamento fisso per scoprire i programmi espositivi, le visioni curatoriali e le espressioni artistiche più interessanti che animano la scena contemporanea torinese. Torino Artscape è un invito a esplorare Torino come punto di riferimento imprescindibile per gli appassionati d’arte, capace di offrire stimoli e qualità culturale durante tutto l’anno.

Questo nuovo appuntamento è dedicato ad Almanac.

 

Cristina Lavosi. E non dono celeste

Fino al 15.05.2026

Una luce blu elettrica attraversa lo spazio e lo trasforma in una dimensione sospesa, quasi notturna. Seduti su strutture modulari di legno, i visitatori osservano immagini che scorrono lentamente, mentre dall’alto teli blu attraversati da scritte e disegni bianchi sembrano ridefinire l’ambiente come un luogo di attraversamento e ascolto collettivo. È un allestimento che invita alla sosta più che alla contemplazione distaccata, dove il tempo dell’opera coincide con quello della relazione e dell’attenzione reciproca. Anche i video di Cristina Lavosi procedono così: senza imporre risposte definitive, ma aprendo spazi di confronto, dubbio e possibilità.

E non dono celeste, prima mostra personale in Italia dell’artista, è visibile fino al 15 maggio da Almanac a Torino. Attraverso due nuove produzioni audiovisive nate da laboratori, pratiche condivise e processi partecipativi, Lavosi riflette sul ruolo delle istituzioni nella costruzione di narrazioni dominanti e nella legittimazione di logiche punitive, interrogandosi su come immaginare forme di convivenza alternative all’isolamento e alla punizione. I due film, installati in un allestimento pensato anche come dispositivo di incontro, affrontano da prospettive differenti il tema della giustizia trasformativa: un approccio comunitario al conflitto che prova a spostare l’attenzione dalle sanzioni alle cause profonde del danno, rifiutando la cancellazione individuale in favore di una responsabilità condivisa.

In Cinque lire di stelle, realizzato insieme al collettivo ULIT, la dimensione documentaria si intreccia alla sperimentazione filmica per restituire pratiche quotidiane di ascolto, mediazione e autoformazione. Un diapason attraversa il video come presenza simbolica e sonora: strumento per accordare le voci, ma anche metafora dello sforzo necessario a mantenere relazioni capaci di accogliere vulnerabilità ed errore. Cos’altro, cos’altro c’è nella città gioiosa?, nato invece da un laboratorio con adolescenti e giovani adultə della scuola popolare MaTeMù di Roma e ispirato al racconto di Ursula K. Le Guin Quelli che si allontanano da Omelas, assume la forma di un cortometraggio corale in Super 8 in cui utopia, privilegio e violenza vengono interrogati attraverso esercizi teatrali, scrittura e riprese condivise. Senza idealizzare la comunità, Lavosi mostra quanto costruire spazi di fiducia richieda tempo, contraddizione e lavoro continuo: non un dono celeste, appunto, ma un processo lento e collettivo.

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Installation view "Cristina Lavosi, E non dono celeste". Ph. Luca Vianello, Silvia Mangosio
Installation view "Cristina Lavosi, E non dono celeste". Ph. Luca Vianello, Silvia Mangosio
Installation view "Cristina Lavosi, E non dono celeste". Ph. Luca Vianello, Silvia Mangosio
Installation view "Cristina Lavosi, E non dono celeste". Ph. Luca Vianello, Silvia Mangosio

 

– Testo di Guia Agazzi

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