gototop

Main Partner

Main Partner
Blog

Torino Artscape: Archivio Salvo

14 Maggio 2026 Journal News

Torino Artscape è la rubrica di Artissima che racconta le mostre in corso nelle principali istituzioni di arte contemporanea della città: un appuntamento fisso per scoprire i programmi espositivi, le visioni curatoriali e le espressioni artistiche più interessanti che animano la scena contemporanea torinese. Torino Artscape è un invito a esplorare Torino come punto di riferimento imprescindibile per gli appassionati d’arte, capace di offrire stimoli e qualità culturale durante tutto l’anno.

Questo nuovo appuntamento è dedicato all’Archivio Salvo.

 

Interni con funzioni straordinarie

Fino al 30.09.2026

Una colonna dipinta occupa il centro della prima sala come un improvviso punto di colore e attenzione. Geometrie essenziali e ampie campiture dai toni vivaci trasformano l’elemento architettonico in una presenza giocosa, attorno a cui mobili, dipinti, libri e oggetti sembrano disporsi secondo un ordine domestico solo apparentemente spontaneo. Ogni elemento entra infatti in relazione con il successivo attraverso assonanze cromatiche, rimandi formali e piccole interferenze visive, costruendo un ambiente abitato da immagini e idee che convivono nello stesso paesaggio mentale.

Interni con funzioni straordinarie, a cura di Lisa Andreani, è visibile presso Archivio Salvo di Torino e mette in dialogo opere e presenze differenti: da Nathalie Du Pasquier a Ottavia Plazza, passando per Ettore Sottsass, Aldo Rossi e Luigi Serafini. Il percorso prende avvio da un titolo appartenente a un ciclo di opere di Salvo avviato alla fine degli anni Ottanta e ispirato alle cattedrali gotiche dipinte da Pieter Saenredam. Da qui la mostra interroga gli spazi e le relazioni che li attraversano: quelli più intimi e domestici dell’archivio, ma anche ambienti possibili in cui il lavoro di Salvo entra in conversazione con artiste, artisti, designer e architetti appartenenti a generazioni e linguaggi differenti.

La colonna realizzata da Du Pasquier diventa il punto di partenza di questa rete di corrispondenze. Poco oltre, nella seconda sala, una libreria del gruppo Memphis, proveniente direttamente dalla casa di Salvo, custodisce i volumi di Ludwig Wittgenstein raccolti dall’artista. È proprio il design radicale uno dei primi ponti attivati dalla mostra: diversi arredi e oggetti dialogano infatti con le geometrie e i colori della pittura di Salvo, trasformando elementi funzionali in presenze quasi scultoree. Nella sala successiva, il grande dipinto Tapis grande (2023) di Ottavia Plazza costruisce invece uno spazio instabile e teatrale: tavoli, vasi, libri e dettagli ornamentali si sovrappongono in una prospettiva volutamente alterata, dove la superficie pittorica sembra avanzare verso lo spettatore.

A chiudere il percorso torna Nathalie Du Pasquier con un manifesto del 2019 su cui compare la parola “cretino”, in un rimando ironico a una delle opere che aprono la mostra, nata su ispirazione di una lapide realizzata da Salvo con la scritta “idiota”. Un dialogo leggero e giocoso che attraversa l’intero allestimento, dove parole, oggetti e immagini continuano a richiamarsi reciprocamente.

SCOPRI DI PIÙ

Installation view "Interni con funzioni straordinarie", Archivio Salvo, 2026. Courtesy Archivio Salvo
Installation view "Interni con funzioni straordinarie", Archivio Salvo, 2026. Courtesy Archivio Salvo
Installation view "Interni con funzioni straordinarie", Archivio Salvo, 2026. Courtesy Archivio Salvo
Installation view "Interni con funzioni straordinarie", Archivio Salvo, 2026. Courtesy Archivio Salvo

 

– Testo di Guia Agazzi

TORNA INDIETRO VAI ALLA SUCCESSIVA

Iscriviti alla newsletter