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5 mostre da non perdere a New York

10 Marzo 2026 Journal News

5 SHOWS è la rubrica di Artissima che vi consiglia due volte al mese 5 mostre imperdibili in diverse aree geografiche e città del mondo secondo il punto di vista di curatrici e curatori, direttrici e direttori di importanti istituzioni, che vivono e lavorano in questi contesti. Un modo diverso per farsi guidare alla scoperta dell’arte contemporanea globale, da un punto di vista personale e sempre attuale.

La quinta selezione è su New York ed è a cura di Sohrab Mohebbi, Direttore di SculptureCenter di New York.

Ecco le 5 mostre attualmente in corso che ha selezionato per voi:

 

Pat Oleszko: Fool Disclosure
SculptureCenter

Fino al 27.04.2026

SculptureCenter presenta la prima mostra personale in un’istituzione newyorkese in oltre 35 anni di Pat Oleszko. Radicate nell’umorismo, nell’acuta critica sociale e nella sfida a ogni forma di autorità, le sculture di Oleszko si prestano a performance chiassose che utilizzano l’arguzia linguistica per affrontare le preoccupazioni sullo stato del mondo. Man mano che il suo lavoro si evolveva, Oleszko ha ideato alcune strategie distintive: l’uso del proprio corpo, che ha portato alla creazione di costumi, e l’uso dell’aria, che ha dato vita a grandi opere gonfiabili. In entrambi i casi, la sua arte è “uscita dalla porta”, come lei stessa afferma, “usando il mondo intero come complice”.
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Pat Oleszko: Fool Disclosure, SculptureCenter, New York, 2026, installation view. Courtesy the artist and David Peter Francis, New York. Image courtesy SculptureCenter, New York. Photo: Charles Benton
Pat Oleszko: Fool Disclosure, SculptureCenter, New York, 2026, installation view. Courtesy the artist and David Peter Francis, New York. Image courtesy SculptureCenter, New York. Photo: Charles Benton
Pat Oleszko: Fool Disclosure, SculptureCenter, New York, 2026, installation view. Courtesy the artist and David Peter Francis, New York. Image courtesy SculptureCenter, New York. Photo: Charles Benton

 

 

Tehching Hsieh: Lifeworks 1978–1999
Dia Beacon

A lungo termine

A seguito della donazione di Tehching Hsieh di 11 opere fondamentali per la sua carriera al Dia nel 2024, Tehching Hsieh: Lifeworks 1978–1999 è la prima retrospettiva delle performance radicali dell’artista taiwanese-americano. La mostra copre il periodo dal 1978 al 1999, durante il quale Hsieh ha realizzato le sue cinque iconiche One Year Performances, seguite da Tehching Hsieh 1986–1999 (Thirteen Year Plan). Per ciascuna delle opere della durata di un anno, Hsieh ha vissuto rinchiuso in una gabbia di legno; ha timbrato il cartellino nel suo studio ogni ora, allo scoccare dell’ora; ha vissuto all’aperto, vagando per le strade di New York senza un riparo; è stato legato a un’altra artista, Linda Montano, con una corda lunga due metri e mezzo; e si è astenuto completamente dal creare, guardare, leggere o parlare di arte.
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Tehching Hsieh, One Year Performance 1978–1979 (Cage Piece), 1978–79. Tehching Hsieh: Lifeworks 1978–1999, installation view, Dia Beacon, New York, 2025–27. © Tehching Hsieh. Photo: Bill Jacobson Studio, New York, courtesy Dia Art Foundation
Tehching Hsieh, One Year Performance 1978–1979 (Cage Piece), 1978–79. Tehching Hsieh: Lifeworks 1978–1999, installation view, Dia Beacon, New York, 2025–27. © Tehching Hsieh. Photo: Bill Jacobson Studio, New York, courtesy Dia Art Foundation
Tehching Hsieh: Lifeworks 1978–1999, installation view, Dia Beacon, New York, 2025–27. © Tehching Hsieh. Photo: Bill Jacobson Studio, New York, courtesy Dia Art Foundation

 

 

Lotty Rosenfeld: Disobedient Spaces
Wallach Art Gallery

Fino al 15.03.2026

Lotty Rosenfeld: Disobedient Spaces è la prima retrospettiva negli Stati Uniti dell’artista cilena Lotty Rosenfeld (nata nel 1943 a Santiago e morta nel 2020 nella stessa città) e presenta installazioni e proiezioni video che mettono in primo piano questioni relative allo spazio pubblico, oltre a documenti d’archivio, stampe e fotografie che coprono il periodo dal 1970 al 2019. Il titolo della mostra fa riferimento allo “spazio disobbediente” come spazio femminista, un approccio emerso da un’ampia ricerca e dal dialogo tra le due curatrici, Julia Bryan-Wilson, professoressa alla Columbia University, e Natalia Brizuela, professoressa alla UC Berkeley.
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Installation view Lotty Rosenfeld: Disobedient Spaces, Wallach Art Gallery. Photo: Olympia Shannon. Courtesy the Wallach Art Gallery.
Installation view Lotty Rosenfeld: Disobedient Spaces, Wallach Art Gallery. Photo: Olympia Shannon. Courtesy the Wallach Art Gallery.
Installation view Lotty Rosenfeld: Disobedient Spaces, Wallach Art Gallery. Photo: Olympia Shannon. Courtesy the Wallach Art Gallery.

 

 

The Earth, the Fire, the Water, and the Winds: For a Museum of Errantry with Édouard Glissant
CARA

Fino al 10.05.2026

The Earth, the Fire, the Water, and the Winds: For a Museum of Errantry with Édouard Glissant è la prima mostra negli Stati Uniti della collezione d’arte personale del poeta e filosofo martinicano Édouard Glissant (1928-2011).
Proveniente dall’Instituto Tomie Ohtake di San Paolo, in Brasile, The Earth, the Fire, the Water, and the Winds rivela una dimensione meno conosciuta della vita di Glissant: la sua visione di un museo. Egli lo concepiva non come un monumento, ma come uno spazio in grado di ospitare arte, ricordi e storie intrecciate senza ridurli a schemi coloniali.
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Installation view of The Earth, the Fire, the Water, and the Winds: For a Museum of Errantry with Édouard Glissant, on view at the Center for Art, Research and Alliances (CARA), New York, from February 28 through May 10, 2026. Photo by Kris Graves, Courtesy of CARA
Installation view of The Earth, the Fire, the Water, and the Winds: For a Museum of Errantry with Édouard Glissant, on view at the Center for Art, Research and Alliances (CARA), New York, from February 28 through May 10, 2026. Photo by Kris Graves, Courtesy of CARA

 

 

Sareh Imani: When the wind dies down, and the rain grows gentle
56 Henry

Fino al 15.03.2026

When the wind dies down, and the rain grows gentle è una serie di disegni a pastello di grandi dimensioni realizzati attraverso uno stretto coinvolgimento con piccoli arrangiamenti di materiali naturali. I disegni raffigurano foglie, ramoscelli, petali, baccelli e altri elementi organici riprodotti in scala notevolmente ingrandita, forme che si vedono spesso ma che raramente si notano.

I disegni sono stati realizzati attraverso un processo basato sull’osservazione diretta. L’artista inizia raccogliendo materiali trovati e raccolti durante lunghe passeggiate nelle foreste dello Stato di New York, dove vive. Questi materiali si trovano in vari stadi di decomposizione e fanno parte del ciclo naturale della vita, modellati dal tempo e dai cambiamenti stagionali.
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Installation view Sareh Imani: When the wind dies down, and the rain grows gentle, 56 Henry gallery
Installation view Sareh Imani: When the wind dies down, and the rain grows gentle, 56 Henry gallery
Installation view Sareh Imani: When the wind dies down, and the rain grows gentle, 56 Henry gallery

 

Se volete scoprire le istituzioni esplorate fino a ora, ecco qui gli episodi precedenti:
Emirati Arabi Uniti | Cina | Norvegia | Londra

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